Ogni anno, la Regina Elisabetta chiede che al tè che si tiene in onore del suo compleanno all’Ambasciata di Roma, insieme ai diplomatici, vengano invitate realtà italiane che si sono particolarmente distinte durante l’anno.
Quest’anno, a causa del Covid 19 il ricevimento è diventato un incontro via web durante il quale Sua Maestà ha deciso di mettere in luce l'impegno della Santa Sede e della Chiesa per aiutare le persone colpite dalla pandemia. In accordo con il superiore del CISM e la superiora dell'USMI, è stato chiesto a 5 congregazioni maschili e 5 femminili che sono state impegnate in questa lotta, di segnalare una realtà romana e una del Nord Italia che si sono particolarmente distinte in questo terribile frangente.
Ecco così che Il Direttore Generale della Piccola opera della Divina Provvidenza, Don Tarcisio Vieira, ha indicato il Piccolo Cottolengo di Milano per come è stato capace di affrontare lo tsunami che ha investito la Lombardia,  prodigandosi in tutti i modi possibili per proteggere i suoi ospiti e la parrocchia orionina di Anzio per l’aiuto che ha saputo dare a chi si è ritrovato senza lavoro a causa dell’epidemia.
A entrambe le realtà verrà consegnato un dono simbolo della stima che Elisabetta II vuole manifestare a chi ogni giorno mette in pratica l’invito di papa Francesco a prendersi cura degli ultimi.
Alla cerimonia sono intervenuti anche Mons. Gallagher, responsabile della Santa Sede per i rapporti tra le nazioni, la responsabile della Caritas italiana, il Rabbino Capo di Roma e una suora del Congo.
Come ha detto il Direttore del Piccolo Cottolengo Milanese don Pierangelo Ondei ai suoi collaboratori, è una stima che tutta la comunità orionina ha proprio conquistato…sul campo.

Mercoledì 3 giugno  -  Ore 20

LETTERA AI FAMILIARI e COLLABORATORI

11^ informativa su COVID-19

 

Cari amici mi rifaccio vivo dopo una pausa un po' più lunga del solito.

Innanzitutto sono felice di poter condividere con voi le buone notizie che riguardano il Piccolo Cottolengo. Dopo l’esecuzione degli ultimi 29 tamponi, solo 10 persone rimangono ancora positive al COVID-19. Sono state isolate provvisoriamente in un’area del nucleo Mater Dei Arancio in attesa della loro guarigione.

Attualmente 14 dei 15 nuclei dell’Istituto sono liberi dalla presenza del virus. È davvero un ottimo risultato che, fino a qualche settimana fa, poteva apparire impensabile.

Sento il dovere di ringraziare il personale sanitario, insieme a tutti gli altri operatori, per il grande lavoro svolto con competenza professionale e con una dedizione che va ben al di là della pura prestazione lavorativa.

 

Dopo aver raggiunto questo ottimo risultato sul piano strettamente clinico, vorremmo ora dedicare un po' di attenzione agli aspetti psicologici di ospiti e familiari. Mi riferisco al bisogno di incontro che tutti avvertiamo come una forma di terapia indispensabile per la salute della persona.

Rimane comunque in vigore l’indicazione dell’ATS che le visite ai familiari siano consentite previa autorizzazione del Direttore Sanitario e per un giusto motivo.

Attualmente al Don Orine sono presenti circa 280 ospiti, di cui 80 disabili e 200 anziani. Immagino che tutti i parenti abbiano desiderio di vedere finalmente il loro familiare. Visti i numeri elevati e le misure prudenziali da assumere, è necessario un grande sforzo organizzativo da parte nostra ed un atteggiamento di collaborazione e di pazienza da parte di tutti. Non si potrà infatti immaginare che nel giro di pochi giorni si possa soddisfare il desiderio di ciascuno. Dobbiamo invece pensare che i tempi saranno più lunghi.

Fatta questa premessa passo ad alcune indicazioni concrete, suddividendo gli ospiti in due grandi fasce: l’area disabili da una parte e l’area anziani dall’altra.

 

Per tutti valgono le seguenti indicazioni:

  • l’accesso all’istituto avverrà solo a piedi (le auto vanno parcheggiate all’esterno)
  • l’accesso è consentito solo nel giorno ed ora programmati
  • per evitare inutili problemi, è necessario che nessuno arrivi in anticipo sull’orario concordato
  • sarà consentito l’incontro con due familiari o, per comprovate esigenze, massimo tre per volta
  • il familiare dovrà recarsi al triage, presso la Reception, per la rilevazione della temperatura e la compilazione del questionario/autocertificazione
  • qualora la temperatura corporea fosse superiore ai 37°, non sarà possibile realizzare l’incontro e la persona sarà invitata a contattare il proprio medico
  • prima dell’incontro dovrà indossare la mascherina, igienizzare le mani e infilarsi guanti puliti
  • la durata dell’incontro non supererà i 30 minuti
  • i familiari, prima di una successiva visita, dovranno attendere che l’intera lista delle prenotazioni sia stata esaurita

 

Per l’area disabili (RSD e CSS)

  • l’appuntamento verrà concordato con la Referente d’area Cristina Chiapella (340 354 8537)
  • la fascia oraria andrà dalle 9,30 alle 12,00 e dalle 14,30 alle 17,30
  • gli incontri avverranno in giardino, presso la grotta della Madonna di Lourdes
  • gli ospiti saranno accompagnati all’appuntamento da un educatore
  • bisognerà mantenere la distanza di almeno un metro (nei casi in cui l’ospite non sia in grado di osservare questa indicazione e non si possa evitare il contatto corporeo, i parenti dovranno munirsi, oltre che di guanti e mascherina, anche di camice monouso)

 

Per l’area anziani (RSA e Riabilitazione)

  • in questa fase non è ancora possibile realizzare la visita agli ospiti allettati
  • per la visita agli altri ospiti l’appuntamento deve essere preventivamente concordato
    • con la Coordinatrice Ines Poletti (342 693 6402) per i tre nuclei del Don Sterpi
    • con la Coordinatrice Mihaela Deac (349 351 9724) per i nuclei Suor Marziana e Suor Barbara 1
    • con la Referente d’area Nicoletta Ferrari (342 693 6638) per i nuclei Suor Barbara 2 e Montini
    • con la Coordinatrice Paola Antonelli (327 435 3809) per i nuclei Mater Dei
    • con il Coordinatore Goran Hrutka (342 736 9698) per il reparto di Riabilitazione
  • la fascia oraria delle visite andrà dalle 9,30 alle 11,30 e dalle 15,00 alle 17,30
  • gli incontri avverranno sul terrazzo del piano rialzato, sotto il porticato della chiesa parrocchiale
  • gli ospiti saranno accompagnati all’appuntamento da un animatore o da una suora

 

Chiedo scusa se il tono della comunicazione appare piuttosto burocratico, ma in questa fase una buona organizzazione, e l’osservanza delle indicazioni date, sono utili a tutelare la fragile salute dei nostri ospiti.

Sono certo della vostra disponibilità e collaborazione per rispondere, in maniera ordinata, ai bisogni affettivi vostri e degli ospiti che in questi mesi sono stati forzatamente penalizzati.

 Mi congedo con un cordiale saluto a tutti, augurando ogni bene alle vostre famiglie e la protezione del nostro Padre Fondatore Don Orione.

 

                                                                       Don Pierangelo Ondei, Direttore

Mercoledì 20 maggio, Ore 18

LETTERA AI FAMILIARI e COLLABORATORI

10^ informativa su COVID-19

 

Cari amici, posso dire sottovoce, o in punta di tastiera, che siamo sulla strada giusta.
E’ la via del ritorno alla normalità dopo il ciclone che ha sconvolto le nostre vite.
Dire che siamo sulla buona strada è una notizia confortante, ma va mitigata aggiungendo che il percorso per raggiungere il traguardo finale si preannuncia ancora molto lungo. Tornare ad incontrarci senza mascherine, a stringerci la mano, ad abbracciarci è una meta ancora lontana. Ciò avverrà solo quando sarà disponibile un vaccino per tutti o, come dice qualche esperto, quando il virus avrà esaurito la sua aggressività. Nell’uno o nell’altro caso nessuno pronostica tempi brevi. 

Tuttavia il fatto di vedere che stiamo lentamente andando  nella giusta direzione è incoraggiante e riduce quella pesantezza mentale di cui molte persone hanno sofferto in questo periodo.

 

Provo a tradurre questi concetti astratti attraverso dei segnali positivi che interessano la vita del Piccolo Cottolengo.

 Dal momento che tutta l’ Area Disabili (RSD e CSS) conferma un buono stato di salute (assente ogni traccia del COVID-19), si sta iniziando a programmare una prudente uscita dai nuclei di appartenenza. Questo evento costituirà un grande beneficio a livello psicologico ed un allentamento delle tensioni sviluppatesi nel lungo periodo di forzata clausura.

Dall’altro ieri, 18 maggio, alcuni ospiti hanno potuto ordinare cibo dall’esterno. Per qualcuno di essi questa possibilità, apparentemente marginale, riveste un importante significato,  trattandosi di una piccola affermazione della propria autonomia.

Dal 25 maggio si incomincerà ad uscire dal nucleo, con un rapporto massimo di due ospiti per ogni educatore. Si potrà usufruire del grande giardino (dove si trova la grotta della Madonna di Lourdes)  e del cortile interno (lato scuola materna). Sarà anche possibile recarsi nei laboratori, nella palestrina del “Suor Ada” e in sala Cavazzoni per delle attività ludiche o occupazionali. Il tutto evitando la commistione tra persone di nuclei differenti.

 Anche dall’ Area Anziani (RSA e Riabilitazione) giungono segnali positivi. Si mantengono stabilmente preservati dal virus tutti i nuclei elencati nella mia lettera precedente. Per quanto riguarda invece i reparti dove erano concentrati i casi di positività al COVID-19, nei giorni scorsi è stato effettuato un nuovo tampone.  Dei 59 ospiti positivi, si sono negativizzati in 29.

In seguito a questa nuova rilevazione sono stati effettuati degli spostamenti di camera o di nucleo, in base alle procedure previste per il contenimento dell’epidemia.

Pertanto i nuclei isolati COVID-positivi si sono ridotti ai seguenti : Suor Barbara 1 con 9  ospiti di cui 2 ospiti della RSD  in temporaneo appoggio fino a negativizzazione , Mater Dei Arancio con 12 ospiti e metà  reparto Riabilitazione con 7 ospiti di cui 3 ospiti della CSS in temporaneo appoggio, anche in questo caso fino a negativizzazione.

 

Migliora lentamente anche la situazione riguardante il personale.

Ad oggi, dall’inizio della crisi, sono rientrati 50 operatori. Ne mancano ancora 35, di cui 9 assenti per permessi a vario titolo (aspettativa, maternità, congedi straordinari) e 26 assenti per malattia o infortunio.

L’altra notizia buona è che tutti gli assenti sono in buone condizioni di salute ed attendono solo di poter effettuare i due tamponi necessari per la ripresa del servizio.

 Ora vi do una brutta notizia, in controtendenza rispetto alle precedenti.

Permangono valide le disposizioni del ISS (Istituto Superiore di Sanità) che non consentono l’ingresso in istituto dei parenti, se non in casi di grave necessità e sotto la responsabilità della Direzione sanitaria.

Quindi ancora un po’ di pazienza. So che il nostro personale è disponibile, nel limite del possibile, a realizzare contatti telefonici o video-chiamate con i familiari. E’ sempre un utile surrogato degli incontri personali che mi auguro potremo effettuare presto, con modalità che consentano la necessaria sicurezza di ospiti e familiari.

 Affido ancora una volta a Don Orione la sua opera. Abbiamo sentito fin qui la sua protezione e credo che non ce la vorrà far mancare neppure per il futuro.

 A tutti voi un cordiale saluto ed un augurio di ogni bene.

 

Don Pierangelo Ondei, Direttore

 

 

Cari Amici, come ogni anno nel mese di maggio, gli amici dell'#OftalMilano saranno con noi per la recita del S. Rosario animato, che si terrà domenica 24 maggio
alle ore 16.00.
Potrete pregare insieme a noi collegandovi a Youtube digitando OFTALMilano. Vi aspettiamo!

 

 

 

Oggi, 16 maggio, ricorre l'anniversario della Canonizzazione di San Luigi Orione, nostro Fondatore.
Non possiamo festeggiarlo in modo solenne come gli altri anni, ma possiamo rivolgere a lui tutta la nostra devozione e la nostra riconoscenza per tutto l'amore che abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere grazie ai suoi insegnamenti, e lo facciamo recitando la sua preghiera:

O Santissima Trinità,
Padre, Figlio e spirito Santo,
Ti adoriamo e Ti ringraziamo
dell’immensa carità che hai diffuso
nel cuore di San Luigi Orione
e di averci dato in lui
l’apostolo della carità, il padre dei poveri,
il benefattore dell’umanità dolorante ed abbandonata.
Concedici di imitare l’amore ardente e generoso
che San Luigi Orione ha portato a Te,
alla cara Madonna, alla Chiesa,
al Papa, a tutti gli afflitti.
Per i suoi meriti e la sua intercessione,
concedici la grazia che ti domandiamo
per sperimentare la Tua Divina Provvidenza. Amen.

San Luigi Orione
Prega per noi

Don Luigi Orione, prete piemontese, dedica la sua vita alle opere di solidarietà e alla educazione civile e cristiana della gioventù.

La sua biografia è ricchissima di avvenimenti. Qui forniamo solo poche pietre miliari del suo percorso umano e spirituale.

Nasce nel 1872 a Pontecurone (AL) da famiglia di modeste condizioni economiche. Il padre, ex garibaldino, è selciatore di strade. La madre, donna dal carattere forte e pio allo stesso tempo, è casalinga.

Da ragazzo Luigi frequenta l’oratorio di Don Bosco a Valdocco. Dal grande santo torinese eredita l’amore ai giovani e la passione per la loro formazione civile e cristiana. Nel breve periodo di permanenza a Torino, viene in contatto ed è affascinato anche della grande opera di carità fondata da un altro santo: Don Giuseppe Benedetto Cottolengo. Appunto il nome del Cottolengo verrà utilizzato in futuro da Don Orione per indicare le sue variegate opere di carità.

All’età di 20 anni, non ancora sacerdote, Orione apre un collegio per ragazzi poveri a Tortona. E’ il primo precoce segno della fecondità della sua opera.

Nel 1908 un terribile terremoto colpì Messina e Reggio Calabria. Il sisma provocò 120.00 vittime e lasciò due città devastate. Don Orione fu tra i primi coraggiosi soccorritori.

La stessa immediata generosità ebbe in seguito al terremoto della Marsica del 1915, che rase al suolo interi paesi provocando 32.000 morti. Lo scrittore Ignazio Silone, rimasto orfano in quel cataclisma, nel libro autobiografico “Uscita di sicurezza” ebbe modo di immortalare la straordinaria figura di quello “strano prete” che si aggirava per le macerie, scavando, consolando, raccogliendo bambini orfani da trasportare nei suoi istituti.

La tempra missionaria di Don Orione lo portò, in due successivi viaggi, a trascorrere qualche anno nel Sud-America, tra Brasile, Argentina, Cile, Uruguay. Anche lì ebbe modo di esprimere la sua eccezionale vitalità, aprendo istituti scolastici per ragazzi poveri, opere di carità per disabili fisici e mentali, case per orfani e ragazzi coinvolti in esperienze di delinquenza minorile. Ancora oggi il Piccolo Cottolengo Argentino, da lui fondato, è conosciuto in tutto il paese ed è stato meta di frequenti visite da parte di Papa Francesco quando era cardinale di Buenos Aires.

Tornato in Italia, Don Orione morì a Sanremo la sera del 12 marzo del 1940. I giorni successivi, prima delle esequie avvenute a Tortona, si trasformarono in un trionfo resogli dal popolo che lo venerava già come un santo. Il 16 maggio del 2004, Giovanni Paolo II, lo canonizzava ufficialmente in una Piazza San Pietro gremita di fedeli.

 

 

 

 

Martedì 12 maggio, ore 12

LETTERA AI FAMILIARI e COLLABORATORI

9^ informativa su COVID-19

 Cari amici, rieccomi a voi per un breve aggiornamento sulla situazione del Piccolo Cottolengo.
Vi avevo parlato la volta scorsa di un piccolo barlume intravisto al termine del tunnel. Oggi sembrerebbe che quella luce sia più vicina. Siamo ben lontani dall’essere usciti dall’emergenza, tuttavia l’impressione è che la fase più acuta della crisi legata al COVID-19 sia alle spalle.

Non entro nella descrizione dettagliata dei singoli nuclei, come ho fatto altre volte, anche perché la situazione non ha registrato in questo periodo sostanziali mutamenti.

Tutti i nuclei RSD e il CSS sono COVID-negativi. Ad essi si aggiungono i tre nuclei RSA del padiglione Don Sterpi, il Suor Marziana, il Montini, il Mater Dei azzurro, una parte del Suor Barbara 2 e metà nucleo della Riabilitazione.

Abbiamo concentrato invece gli ospiti COVID-positivi nel Suor Barbara 1, una parte del Suor Barbara 2, Mater Dei arancio e metà Riabilitazione.

In questo periodo, oltre allo sforzo di mantener la negatività dove è già presente, il nostro personale sanitario si è impegnato nella cura degli ospiti positivi, trattando non solo le patologie ordinarie ma anche quella da contaminazione coronavirus.

Ieri sono stati fatti i tamponi ai degenti della Riabilitazione e in questi giorni toccherà agli ospiti dei nuclei COVID-positivi. Inutile dire che la nostra speranza è quella di registrare altre guarigioni.

Credo di essere in grado, già dalla prossima comunicazione, di informarvi sugli esiti

Posso comunque dire che la situazione generale al Piccolo Cottolengo si presenta oggi abbastanza confortante, perché gli ospiti positivi (salvo un paio di eccezioni) non mostrano particolari sofferenze, mentre gli altri ospiti sono nelle loro condizioni ordinarie, con delle patologie pregresse (o con l’età avanzata) che nulla hanno a che fare con il virus.

 Il rientro dei nostri dipendenti al lavoro permane invece problematico. L’aiuto ricevuto da due infermieri della Protezione Civile ha avuto termine e l’ATS, che dovrebbe condurre le procedure dei tamponi per i rientri di tutti i lavoratori in malattia in RSA, RSD e  Ospedali, si trova davanti a numeri elevatissimi da gestire. Quindi le operazioni vanno a rilento.

Ci stiamo organizzando con due nostri infermieri che possano effettuare i tamponi a domicilio. Questo potrebbe velocizzare le operazioni di rientro, anche se, momentaneamente, dovremo distaccarli dal loro servizio nei nuclei. La coperta è corta, ma cerchiamo di tirarla dalla parte dove ci sembra maggiore il bisogno.

 Noi sacerdoti per professione o, meglio, per vocazione, siamo abituati a consigliare agli altri la pazienza, spiegando che è la virtù dei forti. Adesso tocca anche a me praticarla in questo periodo di quarantena che si prolunga. E’ però un piccolo sacrificio rispetto a quello dei nostri ospiti che non possono uscire dai loro nuclei ormai da un paio di mesi. Ed essi hanno davvero pochi strumenti per elaborare una situazione così penalizzante.

Li affido ogni mattina alla protezione di Don Orione che ha fondato il Piccolo Cottolengo proprio con l’intento di portare aiuto e sollievo alle persone più fragili. Finora pare che abbia ascoltato le nostre invocazioni, dal momento che questa sua Opera sta resistendo al mare in burrasca con un numero limitato di perdite. In marzo eravamo nella media degli anni precedenti. In aprile, come vi ho detto, il virus ha lasciato il segno su una quindicina persone che presentavano età avanzata e patologie pregresse. Nel mese di maggio stiamo tornando ad una situazione di normalità. Abbiamo perso due ospiti.

Ogni decesso per noi è un lutto che condividiamo con la famiglia, perché ci sentiamo parte di essa. Ma sappiamo che la vita ha un termine e quella “eterna”, almeno per chi crede, passa attraverso la morte biologica. Don Orione Diceva “Vorrei dare assieme al pane per il corpo anche il divino balsamo della fede”. Sulle sue orme noi facciamo ogni sforzo per servire la vita fragile perché è preziosa, ma dopo aver fatto tutto quello che è in nostro potere, ci abbandoniamo con fiducia alle promesse di Gesù Risorto.

Cambiamo argomento per aprirne uno che vi sta particolarmente a cuore. Per quanto riguarda la possibilità di visite da parte dei familiari, il tempo non è ancora maturo. Non possiamo compromettere l’impegno durato molte settimane a tutela della salute degli ospiti e degli operatori, per voler bruciare le tappe. Naturalmente spero che l’incontro possa avvenire in tempi non lunghissimi. In quella fase dovremo studiare delle procedure di sicurezza che possano dare garanzie a tutti. Ma su questo vi daremo informazioni dettagliate quando arriverà il momento.

 Un cordiale saluto a tutti voi ed un augurio di bene.

 

                                                                                  Don Pierangelo Ondei, Direttore

 

 

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