Sabato 18 gennaio 2020


Don Oreste Ferrari, Vicario Generale dell’Opera Don Orione, ha incontrato i laici della comunità orionina di Milano.
Tra l’assemblea, oltre alla comunità religiosa, erano presenti volontari, dipendenti, parrocchiani, ex-allievi, e tutti gli amici che hanno un legame con l’opera di Milano.
L’incontro, incentrato sul tema della  carità, ha avuto inizio con la lettura di un testo caratterizzato dall’alternanza tra l’Inno alla Carità di San Paolo e alcune celebri frasi di San Luigi Orione.
Non sono mancati i riferimenti al pensiero del nostro Santo Padre, Papa Francesco, che ci sprona ad essere testimonianza viva della nostra fede attraverso il nostro esempio.
L’incontro è proseguito con gli ultimi aggiornamenti sulla situazione dell’Opera Don Orione nel mondo: il Cinquantesimo della missione in Costa d’Avorio, l’Assemblea Generale del Movimento Laicale in Polonia,  l’indipendenza delle missioni in Madagascar, l’apertura di nuove case in Brasile, Kenya e i nuovi progetti nelle Filippine.
Don Oreste ha concluso l’incontro ricordando a tutti i presenti che il 13 aprile di quest’anno si celebrerà il 125° anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Orione.

 



 

L’INNO ALL’AMORE DELL’APOSTOLO PAOLO RILETTO DA SAN LUIGI ORIONE


La carità è paziente.
ha la forza di sopportare le ingiurie e di non renderle.
E’ una qualità di Dio, il quale è “lento alla collera”e dà ai peccatori il tempo di convertirsi.
“La carità, dalla fiducia nel Signore, dalla pazienza e dal tempo, sa sperare e aspettare i momenti e le ore di Dio e il buon esito d’ogni santa impresa”
La carità è benigna.
E’ l’attitudine di chi aiuta sorridendo, prevenendo, con tatto discreto.
“Facciamo regnare  la carità  con la mitezza del cuore, col compatirci, coll’aiutarci vicendevolmente, col darci la mano e camminare insieme. Seminiamo a larga mano sui nostri passi, opere di bontà e di amore, asciughiamo le lacrime di chi piange. (Lettere II, pp 327 ss)
La carità non è invidiosa.
Esclude ogni gelosia, perché la gelosia è grettezza mentre la carità è magnanima; la gelosia è divisione, mentre la carità è comunione.
“Lavorare cercando Dio solo  e non in un continuo affanno di qualcuno che mi possa vedere, apprezzare, applaudire…  Ogni azione fatta per chiasso e per essere visti è come un fiore passato per più mani”
La carità non si vanta.
E’ prudente, ha il senso delle proporzioni.
“Non ambite cariche e dignità …  perché il nostro amor proprio ragiona sottilmente e si veste talora di umiltà e giustifica facilmente ai nostri occhi le nostre azioni e uccide l’anima come un sottile e dolce veleno”.  (Scr 44,107 ss.)
La carità non si gonfia.
Non fa sentire il peso del  suo gesto e del suo prestigio.
“Dio si manifesta e si compiace di abitare in quelli che sentono  la loro nullità, che diventano come nulla, per l’amore di Dio” (Lettere I p 122).
La carità non manca di rispetto.           
L’amore è attento, tiene conto della fragilità del prossimo; è rispettoso, sensibile.
“La carità non ha l’occhio nero, non ha spirito di discussione, non conosce i ma né i se: non ha spirito di contraddizione, di censura, di critica, di mormorazione”.
La carità non cerca il suo interesse.     
Imita Cristo che “non cercò di piacere a se stesso”  (Rm15,3).
“Vorrei stringere nelle mie piccole braccia umane tutte le creature per portarle a Dio. E vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; aprire il cuore alle innumerevoli miserie umane e farmi servo dei servi” (Scr100, 187).
La carita’ non si adira.
Non è acida, collerica, non perde il controllo di sé.
“La carità ha sempre il volto sereno com’è sereno il suo spirito, è tranquilla e quando parla, non alza mai la voce”.
La carità non tiene conto del male ricevuto.
Non pensa al male, sia nel senso che non lo sospetta negli altri, sia nel senso che non progetta di commetterlo.
“Dobbiamo perdonare e perdonare tutto a tutti. Dovete coprire con un monte di benedizione non solo quelli che vi fanno del bene, ma anche tutti quelli che vi fanno del male” (discorso del 23/VI/1929)
La carità non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità
Soffre per ogni forma di ingiustizia e gioisce di ogni verità, ovunque si trovi.
“Cercare e medicare le piaghe del popolo, cercarne le infermità: andargli incontro nel morale e nel materiale… Cristo andò al popolo. Deve starci a cuore il popolo… Evitare le parole: di parolai ne abbiamo piene le tasche”.
La carità tutto copre.
Non propaga il male degli altri, ma lo copre con il suo silenzio e con la sua discrezione.
“Non andate a riferire quel che uno può aver detto di male: non aggiungete esca al fuoco; cercate sempre di spegnere. Sentite una cosa contro una persona?
Fatela morire dentro di voi. Guardatevi dalla satira, dalla parola che ferisce. Non dite: l’ho detto per burla! Le burla che offendono la carità lasciatele da parte”

La carità tutto crede.
È portata a dar credito al prossimo; si fida.
“Amare l’uomo quando l’ingiuria degli anni e la degradazione del vizio ne hanno fatto un oggetto di disgusto intollerabile”.
La carità tutto spera
Non dispera: spera il bene e il ravvedimento.
“Abbiate un sorriso e una parola amabile per tutti, senza differenze: fatevi tutti a tutti per portare tutte le anime a Gesù. La carità del Signore nostro crocifisso: …ecco la speranza dell’avvenire. Carità viva, carità grande, carità sempre! E daremo la leva alla società! Con la carità faremo tutto,senza carità faremo niente!” (13,II, 1907)
La carità tutto sopporta.
Non si lamenta delle freddezze e delle ingratitudini, ma le sopporta.
“La nostra vita sia un olocausto, un inno, un cantico sublime di carità e di consumazione totale di noi stessi nell’amore a Dio, alla Chiesa, ai fratelli”.
AVE  MARIA  E AVANTI !

 

Carissimi Amici,
sabato 18 gennaio Don Oreste Ferrari, Vicario Generale dell’Opera Don Orione, sarà in visita a Milano.
Siete tutti invitati a prendere parte all’incontro che si terrà alle ore 16.00 presso la Sala Don Sterpi.
Seguirà un buffet e, alle ore 18.00, la celebrazione della S. Messa presso la Chiesa parrocchiale San Benedetto.

Vi aspettiamo!

 

 

Carissimi Amici,
siete tutti invitati a prendere parte all’Incontro di Formazione per i Laici Orionini che si terrà giovedì 9 gennaio alle ore 16.00 presso la Sala Don Sterpi.
Vi aspettiamo numerosi!

 

 

Milano, 6 gennaio, ore 9,50, cappella del Piccolo Cottolengo Milanese di Don Orione.

La messa dell’Epifania non è ancora conclusa, ma già tra i banchi si avverte un certo fermento. Sguardi furtivi vanno verso le grandi finestre del luminoso corridoio , orecchie tese cercano di intercettare il rumore dalla strada.
All’invito di Don Sergio e di Don Pierangelo, “La messa è finita, andate in pace”, in u n baleno la cappella si svuota. Seguendo un ordine ben preciso ospiti, educatori, volontari raggiungono i loro posti.
All’ingresso, nei grandi corridoi e in cortile sbucano magicamente tavoli imbanditi con spuntini e bevande calde. Calendari e portachiavi ricordo sono pronti per essere distribuiti. In ogni reparto dell’istituto, gli ospiti in cerchio attendono sorridenti davanti agli ingressi.
Ovunque, dai  grandi cartelli,  il volto sorridente di  Don Orione dà il benvenuto agli amici motociclisti.
Per la 53esima volta, infatti, la grande comunità del Piccolo Cottolengo Milanese si prepara ad accogliere i la Befana dei Motociclisti.
Ore 10,15. Un rombo lontano si avvicina al viale Caterina da Forlì.
Le sirene della polizia municipale irrompono.
Ed ecco che…decine e decine e decine di moto scivolano giù per la rampa dentro il cortile dell’istituto.
In un flusso ininterrotto, sotto un cielo azzurrissimo, moto di tutti i colori sciamano nel cortile riempendo tutti gli spazi disponibili. Sono migliaia.
Dall’altoparlante, sopra un festoso rock, il Direttore Don Pierangelo Ondei, invita gli  amici centauri a entrare nell’istituto. E così accade. Tolti caschi e guantoni, ma ancora bardati dalle tute multicolore, uomini e donne di tutte le età invadono tutti i piani, portando doni e sorrisi di sincera fratellanza. La stessa, festosa ed emozionata che li attende in ogni reparto, in ogni corridoio, in ogni angolo della grande comunità.
Intanto Don Pierangelo non smette di parlare e coinvolgere i presenti!
Dopo aver intervistato una giovane coppia di centauri ancora emozionati dallo spettacolo della  manifestazione a cui partecipano per la prima volta, un bambino, e una volontaria novantenne che da 50 anni non se ne è persa una, ricorda che  “ Chi viene al Don Orione trova braccia  pronte a riceverlo e un sorriso che qui non manca mai. Perché dove c’è allegria c’è bontà. E dove c’è bontà c’è il Signore.”
Ore 11, 40, ancora emozionati dall’incontro con una comunità così fragile eppure così serena e sorridente, i motociclisti sono volati via. Ma ancora tra i reparti si parla di loro e di quella visita ogni anno più bella!

Un sentito grazie al Moto Club Ticinese che anche quest’anno ci ha regalato questa mattinata di grande gioia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno 6 gennaio alle ore 10.00 vi aspettiamo numerosi per accogliere la 53° Befana Motociclistica!

Con il suo slogan “un sorriso per un giorno”, la manifestazione è dedicata agli ospiti del Piccolo Cottolengo Milanese Don Orione e dell’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone a cui i migliaia di motociclisti fanno visita portando loro dolci, giocattoli e soprattutto tanta amicizia!

 

 

La storia più bella di Natale è una storia vera! Protagonista è Ludovica, una bambina di quattro anni e mezzo che è stata accolta nella nostra Scuola dell'Infanzia, qui al Don Orione, grazie alla solidarietà di tutti!
Questa è veramente la magia del Natale! Benevenuta Ludovica!

...C’era una volta una città che temeva di aver dimenticato il suo senso di solidarietà poi una scuola dell’infanzia capace di rassicurarla.
Quest’anno, mamma Eleonora ha chiesto di poter iscrivere Ludovica, la sua bambina di quattro anni, con gravi problemi motori e cognitivi, alla Scuola dell’Infanzia vicino a casa, perché godesse la gioia di stare in mezzo agli altri bambini.
Per accoglierla, però, un caloroso benvenuto non bastava.
Ludovica è affetta da Encefalopatia Necrotizzante Acuta (ANE), una rarissima malattia genetica (solo 2 casi in Italia). Questa malattia prevede che quando la bambina viene a contatto con dei virus, soprattutto influenza e i virus parainfluenzali possa scatenarsi un’encefalite, con conseguenti danni cerebrali permanenti.
Per poter frequentare la scuola, era necessario che tutti i bambini della sua classe si sottoponessero a vaccino antinfluenzale.
Per quanto grande fosse il desiderio di accogliere Ludovica, questa vaccinazione non rientra tra quelle obbligatorie.
La coordinatrice e il direttore dell’asilo si sono subito resi disponibili a supportarla: hanno organizzato un incontro con i genitori della classe gialla, quella dove sarebbe stata destinata Ludovica. Mamma Eleonora ha raccontato loro la storia di Ludovica e ha chiesto l’aiuto dei genitori affinchè vaccinassero i loro bambini.
Tutti l’hanno ascoltata con attenzione.
Dopo un periodo di riflessione, ecco la bella sorpresa: tutti i genitori della classe gialla e anche altri delle altre classi hanno comunicato che erano pronti a far vaccinari i loro bambini per proteggere la piccola Ludovica.
Inoltre Il direttore dell’asilo e il direttore sanitatio della struttura Don Orione per facilitare le famiglie che avevano aderito all’iniziativa hanno dato la possibilità ai bambini di vaccinarsi direttamente all’asilo presso l’ambulatorio della struttura.
Così, venerdì 13 dicembre, le porte della Scuola dell’Infanzia Don Orione si sono aperte e, a braccia spalancate, tutti i bambini hanno accolta la nuova amichetta Ludovica.
La mamma di Ludovica ha dichiarato: “Quando ho iscritto Ludovica all’asilo non avrei immaginato di poter essere testimone di questa storia meravigliosa. Quello che è stato fatto da parti di tutti, genitori e Don Orione insieme, è un grande gesto di umanità, solidarietà e responsabilità civile che ha permesso alla mia bimba per la prima volta in vita sua, di poter giocare con altri bambini. Spero che questo gesto sia di esempio per l’accoglienza di tutti i bambini fragili come Ludovica e che se oggi è una realtà eccezionale un giorno diventi la normalità di una società civile”.


STORIA DI LUDOVICA: la testimonianza della mamma

 



"I primi mesi della vita di Ludovica erano passati del tutto serenamente, come per tutti gli altri bambini. A nove mesi però, era febbraio, la mia bambina prese l’influenza.  Per scrupolo chiamammo il pediatra che la visitò. Un po’di febbre, ma niente di grave, pochi giorni e sarebbe passato tutto.
Il giorno seguente, però, appena dopo colazione, ancora seduta sul suo seggiolone, ebbe un conato di vomito. Mentre la stavo sorreggendo mi resi conto che non si muoveva più e non reagiva alla mia voce. Capimmo che aveva perso conoscenza. Così, senza indugio, la portammo di corsa al pronto soccorso.
La intubarono subito e fu trasferita  in terapia intensiva. Peggiorò velocemente fino ad arrivare in pochi giorni  al coma farmacologico.
La risonanza confermò  che si trattava di encefalite virale con danni cerebrali permanenti.
Dopo una settimana, insieme al cortisone provarono a darle un alto dosaggio di immunoglobuline e da lì il quadro clinico  iniziò a migliorare. Ludovica si svegliò dopo due giorni e scoprimmo che aveva una emiparesi sinistra mentre  la mano  e la gamba destra si muovevano pochissimo.
Nei giorni successivi ricominciò a mangiare e a bere da sola e a muoversi un po' di più.
Ci trasferirono allora ad un centro di riabilitazione dove restammo per tre mesi.
Ogni giorno Ludovica  faceva un piccolo, nuovo progresso.  Al termine del percorso riabilitativo il recupero era completo. Ludovica era tornata ad essere una  “normale” bambina di 11/12 mesi.
Tornammo a casa  ma a luglio, - era il 2016, aveva 14 mesi- prese un virus parainfluenzale.
Il percorso fu identico al primo: febbre il primo giorno, vomito il  secondo con perdita di coscienza e  corsa in ospedale con ricovero in terapia intensiva.
Questa  volta il neurologo sospettò subito che fosse ANE (encefalopatia necrotizzante acuta)
Le somministrarono cortisone e immunoglobuline ma purtroppo anche in quell’occasione ci furono danni cerebrali. Si svegliò dopo una decina di giorni. Questa volta però la ripresa fu più lenta.  
Tornammo per tre mesi nel centro di riabilitazione  dove ogni giorno faceva piccoli, nuovi progressi. Alla dimissione, però, non si era completamente ripresa. Nel frattempo tutta la famiglia si sottopose ai test genetici per la mutazione RANBP2.  Si scoprì che Ludovica era l'unica ad essere positiva.
Ludovica oggi è una bambina di 4 anni e mezzo con il  livello cognitivo di un anno e mezzo.
Cammina ma è molto instabile e cade spesso perché è atassica. Ha qualche difficoltà con il movimento delle mani ed è epilettica.
Continua la riabilitazione tutti i giorni a casa. I segni di quello che ha passato ci sono ancora, eppure è una splendida bambina. Sempre sorridente, molto affettuosa, espansiva, curiosa e dolcissima.
Grazie alla Scuola dell’Infanzia Don Orione di Milano ora può trascorrere qualche ora insieme agli altri bambini. Da loro sta imparando, per imitazione, tanti piccoli gesti che prima non conosceva."

 

 

 

 

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