Mercoledì 20 maggio, Ore 18

LETTERA AI FAMILIARI e COLLABORATORI

10^ informativa su COVID-19

 

Cari amici, posso dire sottovoce, o in punta di tastiera, che siamo sulla strada giusta.
E’ la via del ritorno alla normalità dopo il ciclone che ha sconvolto le nostre vite.
Dire che siamo sulla buona strada è una notizia confortante, ma va mitigata aggiungendo che il percorso per raggiungere il traguardo finale si preannuncia ancora molto lungo. Tornare ad incontrarci senza mascherine, a stringerci la mano, ad abbracciarci è una meta ancora lontana. Ciò avverrà solo quando sarà disponibile un vaccino per tutti o, come dice qualche esperto, quando il virus avrà esaurito la sua aggressività. Nell’uno o nell’altro caso nessuno pronostica tempi brevi. 

Tuttavia il fatto di vedere che stiamo lentamente andando  nella giusta direzione è incoraggiante e riduce quella pesantezza mentale di cui molte persone hanno sofferto in questo periodo.

 

Provo a tradurre questi concetti astratti attraverso dei segnali positivi che interessano la vita del Piccolo Cottolengo.

 Dal momento che tutta l’ Area Disabili (RSD e CSS) conferma un buono stato di salute (assente ogni traccia del COVID-19), si sta iniziando a programmare una prudente uscita dai nuclei di appartenenza. Questo evento costituirà un grande beneficio a livello psicologico ed un allentamento delle tensioni sviluppatesi nel lungo periodo di forzata clausura.

Dall’altro ieri, 18 maggio, alcuni ospiti hanno potuto ordinare cibo dall’esterno. Per qualcuno di essi questa possibilità, apparentemente marginale, riveste un importante significato,  trattandosi di una piccola affermazione della propria autonomia.

Dal 25 maggio si incomincerà ad uscire dal nucleo, con un rapporto massimo di due ospiti per ogni educatore. Si potrà usufruire del grande giardino (dove si trova la grotta della Madonna di Lourdes)  e del cortile interno (lato scuola materna). Sarà anche possibile recarsi nei laboratori, nella palestrina del “Suor Ada” e in sala Cavazzoni per delle attività ludiche o occupazionali. Il tutto evitando la commistione tra persone di nuclei differenti.

 Anche dall’ Area Anziani (RSA e Riabilitazione) giungono segnali positivi. Si mantengono stabilmente preservati dal virus tutti i nuclei elencati nella mia lettera precedente. Per quanto riguarda invece i reparti dove erano concentrati i casi di positività al COVID-19, nei giorni scorsi è stato effettuato un nuovo tampone.  Dei 59 ospiti positivi, si sono negativizzati in 29.

In seguito a questa nuova rilevazione sono stati effettuati degli spostamenti di camera o di nucleo, in base alle procedure previste per il contenimento dell’epidemia.

Pertanto i nuclei isolati COVID-positivi si sono ridotti ai seguenti : Suor Barbara 1 con 9  ospiti di cui 2 ospiti della RSD  in temporaneo appoggio fino a negativizzazione , Mater Dei Arancio con 12 ospiti e metà  reparto Riabilitazione con 7 ospiti di cui 3 ospiti della CSS in temporaneo appoggio, anche in questo caso fino a negativizzazione.

 

Migliora lentamente anche la situazione riguardante il personale.

Ad oggi, dall’inizio della crisi, sono rientrati 50 operatori. Ne mancano ancora 35, di cui 9 assenti per permessi a vario titolo (aspettativa, maternità, congedi straordinari) e 26 assenti per malattia o infortunio.

L’altra notizia buona è che tutti gli assenti sono in buone condizioni di salute ed attendono solo di poter effettuare i due tamponi necessari per la ripresa del servizio.

 Ora vi do una brutta notizia, in controtendenza rispetto alle precedenti.

Permangono valide le disposizioni del ISS (Istituto Superiore di Sanità) che non consentono l’ingresso in istituto dei parenti, se non in casi di grave necessità e sotto la responsabilità della Direzione sanitaria.

Quindi ancora un po’ di pazienza. So che il nostro personale è disponibile, nel limite del possibile, a realizzare contatti telefonici o video-chiamate con i familiari. E’ sempre un utile surrogato degli incontri personali che mi auguro potremo effettuare presto, con modalità che consentano la necessaria sicurezza di ospiti e familiari.

 Affido ancora una volta a Don Orione la sua opera. Abbiamo sentito fin qui la sua protezione e credo che non ce la vorrà far mancare neppure per il futuro.

 A tutti voi un cordiale saluto ed un augurio di ogni bene.

 

Don Pierangelo Ondei, Direttore

 

 

Cari Amici, come ogni anno nel mese di maggio, gli amici dell'#OftalMilano saranno con noi per la recita del S. Rosario animato, che si terrà domenica 24 maggio
alle ore 16.00.
Potrete pregare insieme a noi collegandovi a Youtube digitando OFTALMilano. Vi aspettiamo!

 

 

 

Oggi, 16 maggio, ricorre l'anniversario della Canonizzazione di San Luigi Orione, nostro Fondatore.
Non possiamo festeggiarlo in modo solenne come gli altri anni, ma possiamo rivolgere a lui tutta la nostra devozione e la nostra riconoscenza per tutto l'amore che abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere grazie ai suoi insegnamenti, e lo facciamo recitando la sua preghiera:

O Santissima Trinità,
Padre, Figlio e spirito Santo,
Ti adoriamo e Ti ringraziamo
dell’immensa carità che hai diffuso
nel cuore di San Luigi Orione
e di averci dato in lui
l’apostolo della carità, il padre dei poveri,
il benefattore dell’umanità dolorante ed abbandonata.
Concedici di imitare l’amore ardente e generoso
che San Luigi Orione ha portato a Te,
alla cara Madonna, alla Chiesa,
al Papa, a tutti gli afflitti.
Per i suoi meriti e la sua intercessione,
concedici la grazia che ti domandiamo
per sperimentare la Tua Divina Provvidenza. Amen.

San Luigi Orione
Prega per noi

Don Luigi Orione, prete piemontese, dedica la sua vita alle opere di solidarietà e alla educazione civile e cristiana della gioventù.

La sua biografia è ricchissima di avvenimenti. Qui forniamo solo poche pietre miliari del suo percorso umano e spirituale.

Nasce nel 1872 a Pontecurone (AL) da famiglia di modeste condizioni economiche. Il padre, ex garibaldino, è selciatore di strade. La madre, donna dal carattere forte e pio allo stesso tempo, è casalinga.

Da ragazzo Luigi frequenta l’oratorio di Don Bosco a Valdocco. Dal grande santo torinese eredita l’amore ai giovani e la passione per la loro formazione civile e cristiana. Nel breve periodo di permanenza a Torino, viene in contatto ed è affascinato anche della grande opera di carità fondata da un altro santo: Don Giuseppe Benedetto Cottolengo. Appunto il nome del Cottolengo verrà utilizzato in futuro da Don Orione per indicare le sue variegate opere di carità.

All’età di 20 anni, non ancora sacerdote, Orione apre un collegio per ragazzi poveri a Tortona. E’ il primo precoce segno della fecondità della sua opera.

Nel 1908 un terribile terremoto colpì Messina e Reggio Calabria. Il sisma provocò 120.00 vittime e lasciò due città devastate. Don Orione fu tra i primi coraggiosi soccorritori.

La stessa immediata generosità ebbe in seguito al terremoto della Marsica del 1915, che rase al suolo interi paesi provocando 32.000 morti. Lo scrittore Ignazio Silone, rimasto orfano in quel cataclisma, nel libro autobiografico “Uscita di sicurezza” ebbe modo di immortalare la straordinaria figura di quello “strano prete” che si aggirava per le macerie, scavando, consolando, raccogliendo bambini orfani da trasportare nei suoi istituti.

La tempra missionaria di Don Orione lo portò, in due successivi viaggi, a trascorrere qualche anno nel Sud-America, tra Brasile, Argentina, Cile, Uruguay. Anche lì ebbe modo di esprimere la sua eccezionale vitalità, aprendo istituti scolastici per ragazzi poveri, opere di carità per disabili fisici e mentali, case per orfani e ragazzi coinvolti in esperienze di delinquenza minorile. Ancora oggi il Piccolo Cottolengo Argentino, da lui fondato, è conosciuto in tutto il paese ed è stato meta di frequenti visite da parte di Papa Francesco quando era cardinale di Buenos Aires.

Tornato in Italia, Don Orione morì a Sanremo la sera del 12 marzo del 1940. I giorni successivi, prima delle esequie avvenute a Tortona, si trasformarono in un trionfo resogli dal popolo che lo venerava già come un santo. Il 16 maggio del 2004, Giovanni Paolo II, lo canonizzava ufficialmente in una Piazza San Pietro gremita di fedeli.

 

 

 

 

Martedì 12 maggio, ore 12

LETTERA AI FAMILIARI e COLLABORATORI

9^ informativa su COVID-19

 Cari amici, rieccomi a voi per un breve aggiornamento sulla situazione del Piccolo Cottolengo.
Vi avevo parlato la volta scorsa di un piccolo barlume intravisto al termine del tunnel. Oggi sembrerebbe che quella luce sia più vicina. Siamo ben lontani dall’essere usciti dall’emergenza, tuttavia l’impressione è che la fase più acuta della crisi legata al COVID-19 sia alle spalle.

Non entro nella descrizione dettagliata dei singoli nuclei, come ho fatto altre volte, anche perché la situazione non ha registrato in questo periodo sostanziali mutamenti.

Tutti i nuclei RSD e il CSS sono COVID-negativi. Ad essi si aggiungono i tre nuclei RSA del padiglione Don Sterpi, il Suor Marziana, il Montini, il Mater Dei azzurro, una parte del Suor Barbara 2 e metà nucleo della Riabilitazione.

Abbiamo concentrato invece gli ospiti COVID-positivi nel Suor Barbara 1, una parte del Suor Barbara 2, Mater Dei arancio e metà Riabilitazione.

In questo periodo, oltre allo sforzo di mantener la negatività dove è già presente, il nostro personale sanitario si è impegnato nella cura degli ospiti positivi, trattando non solo le patologie ordinarie ma anche quella da contaminazione coronavirus.

Ieri sono stati fatti i tamponi ai degenti della Riabilitazione e in questi giorni toccherà agli ospiti dei nuclei COVID-positivi. Inutile dire che la nostra speranza è quella di registrare altre guarigioni.

Credo di essere in grado, già dalla prossima comunicazione, di informarvi sugli esiti

Posso comunque dire che la situazione generale al Piccolo Cottolengo si presenta oggi abbastanza confortante, perché gli ospiti positivi (salvo un paio di eccezioni) non mostrano particolari sofferenze, mentre gli altri ospiti sono nelle loro condizioni ordinarie, con delle patologie pregresse (o con l’età avanzata) che nulla hanno a che fare con il virus.

 Il rientro dei nostri dipendenti al lavoro permane invece problematico. L’aiuto ricevuto da due infermieri della Protezione Civile ha avuto termine e l’ATS, che dovrebbe condurre le procedure dei tamponi per i rientri di tutti i lavoratori in malattia in RSA, RSD e  Ospedali, si trova davanti a numeri elevatissimi da gestire. Quindi le operazioni vanno a rilento.

Ci stiamo organizzando con due nostri infermieri che possano effettuare i tamponi a domicilio. Questo potrebbe velocizzare le operazioni di rientro, anche se, momentaneamente, dovremo distaccarli dal loro servizio nei nuclei. La coperta è corta, ma cerchiamo di tirarla dalla parte dove ci sembra maggiore il bisogno.

 Noi sacerdoti per professione o, meglio, per vocazione, siamo abituati a consigliare agli altri la pazienza, spiegando che è la virtù dei forti. Adesso tocca anche a me praticarla in questo periodo di quarantena che si prolunga. E’ però un piccolo sacrificio rispetto a quello dei nostri ospiti che non possono uscire dai loro nuclei ormai da un paio di mesi. Ed essi hanno davvero pochi strumenti per elaborare una situazione così penalizzante.

Li affido ogni mattina alla protezione di Don Orione che ha fondato il Piccolo Cottolengo proprio con l’intento di portare aiuto e sollievo alle persone più fragili. Finora pare che abbia ascoltato le nostre invocazioni, dal momento che questa sua Opera sta resistendo al mare in burrasca con un numero limitato di perdite. In marzo eravamo nella media degli anni precedenti. In aprile, come vi ho detto, il virus ha lasciato il segno su una quindicina persone che presentavano età avanzata e patologie pregresse. Nel mese di maggio stiamo tornando ad una situazione di normalità. Abbiamo perso due ospiti.

Ogni decesso per noi è un lutto che condividiamo con la famiglia, perché ci sentiamo parte di essa. Ma sappiamo che la vita ha un termine e quella “eterna”, almeno per chi crede, passa attraverso la morte biologica. Don Orione Diceva “Vorrei dare assieme al pane per il corpo anche il divino balsamo della fede”. Sulle sue orme noi facciamo ogni sforzo per servire la vita fragile perché è preziosa, ma dopo aver fatto tutto quello che è in nostro potere, ci abbandoniamo con fiducia alle promesse di Gesù Risorto.

Cambiamo argomento per aprirne uno che vi sta particolarmente a cuore. Per quanto riguarda la possibilità di visite da parte dei familiari, il tempo non è ancora maturo. Non possiamo compromettere l’impegno durato molte settimane a tutela della salute degli ospiti e degli operatori, per voler bruciare le tappe. Naturalmente spero che l’incontro possa avvenire in tempi non lunghissimi. In quella fase dovremo studiare delle procedure di sicurezza che possano dare garanzie a tutti. Ma su questo vi daremo informazioni dettagliate quando arriverà il momento.

 Un cordiale saluto a tutti voi ed un augurio di bene.

 

                                                                                  Don Pierangelo Ondei, Direttore

 

 

 

 

Quando scende in campo l’amore per gli altri, la passione per il proprio lavoro, il senso di umana appartenenza, anche il Covid-19 fa un passo indietro.
Ne erano così sicuri al Piccolo Cottolengo Milanese che anche nei momenti più duri, non si sono mai arresi. Quando l’assenza forzata dei parenti e dei volontari stava per diventare motivo di tristezza, gli operatori si sono inventati di tutto perché il sorriso tanto caro a questa grande famiglia non mancasse mai.
Quando le mascherine non arrivavano si sono messi a cucirle. Quando gli operatori sanitari hanno cominciato a diventare sempre meno perché loro stessi o qualche congiunto erano stati colpiti dal coronavirus, il Direttore Don Pierangelo Ondei si è unito a chi era rimasto per  imboccare gli ospiti più fragili. Ma a un certo punto, per quanto il Dottor Roberto Marvasi, il Direttore Sanitario, e la sua équipe si facessero più che in quattro, senza operatori era difficile andare avanti. E senza aver fatto i tamponi, gli operatori non potevano tornare a lavorare.
Ecco che allora la Provvidenza ha cominciato a muovere qualche pedina.
A molti chilometri di distanza Luca e Gigliola,due infermieri del Sistema Sanitario Nazionale, decidevano ognuno per suo conto di rispondere all’appello della Protezione Civile per correre in soccorso delle zone più colpite dalla pandemia. Detto fatto… Ecco che Gigliola e Luca atterrano a Milano all’ATS dove il dottor Giorgio Ciconali li forma sull’esecuzione del tampone oro e naso-faringeo. Appena pronti hanno subito risposto alla richiesta di aiuto del Don Orione e, a partire dal giorno successivo, hanno iniziato la loro missione, inserendosi subito nella nuova grande famiglia.

  

 

 

I due infermieri della Provvidenza avrebbero dovuto eseguire i tamponi in struttura, ma gli operatori da "verificare" erano a casa, non in struttura.
Allora, grazie al coordinamento della Responsabile Generale dell’Ambulatorio Grazia Salerno, è stato pianificato un programma impeccabile per recarsi a casa di tutti i dipendenti assenti per malattia, al fine di velocizzarne il rientro. A portarli avanti e indietro, per tutta l’area metropolitana ci hanno pensato gli ineffabili Sacerdoti della Parrocchia di San Benedetto, improvvisatisi abili autisti alla guida del pullmino del don Orione.
Gigliola e Luca sono arrivati in viale Caterina da Forlì lunedì 20 aprile alle ore 15.00. Alle ore 17.00 erano già in marcia, protetti dalle tute bianche e dagli altri dispositivi necessari, verso il primo operatore della lunga lista.
In pochi giorni sono arrivati i primi esiti negativi dei tamponi e molti dipendenti hanno potuto finalmente rientrare in tutta sicurezza per prestare il loro servizio in favore degli ospiti.
La vita dei reparti, pur con tutte le precauzioni necessarie in pandemia, è ripresa con la serenità di sempre e due amici in più, preziosi doni della Divina Provvidenza. Come ha scritto don Pierangelo nella lettera di ringraziamento a Gigliola e a Luca “Il Vostro, è stato un servizio volontario, una risposta alla chiamata che dimostra come la Vostra non sia una semplice professione ma una Vocazione, vissuta con amore”.
In ricordo della famiglia orionina, ai bravi infermieri è stato lasciato in dono il libro e la medaglia di don Orione.

Grazie Gigliola! Grazie Luca!

 

   

 

Lunedì 4 maggio, Ore 20

LETTERA AI FAMILIARI e COLLABORATORI

8^ informativa su COVID-19

 

Cari amici,si intravede una luce in fondo al lungo tunnel che stiamo attraversando ormai da due interminabili mesi. Il paese è entrato nella Fase 2 con la ripresa di alcune attività produttive e sociali ritenute indispensabili.

Nelle residenze socio-assistenziali come la nostra, invece, non è possibile abbassare il livello di guardia. Tuttavia non mancano alcuni segni incoraggianti, a dimostrazione del fatto che la fase più acuta dell’emergenza si va piano piano attenuando. Ormai il servizio sanitario  pubblico, finita la grande criticità creatasi negli ospedali, incomincia a dedicare un po’ di attenzione anche alle residenze per anziani e disabili, precedentemente trascurate.

Rispetto alle informazioni che vi ho dato la settimana scorsa ci sono delle novità confortanti.

Abbiamo potuto eseguire un buon numero di tamponi naso-faringei agli ospiti dei nuclei che presentavano maggiori criticità. Questo ci ha consentito di giungere ad una visione più chiara in termini di conoscenza della positività o negatività al COVID-19. In base alle nuove rilevazioni, nella giornata di giovedì 30 aprile siamo stati finalmente in grado di costituire nuclei omogenei: gli ospiti positivi in settori separati da quelli negativi. Questa operazione consentirà un contenimento dell’epidemia ed una più adeguata gestione igienico sanitaria di ospiti ed ambienti, nonché un’applicazione di procedure adeguate alle diverse situazioni.

Dai tamponi effettuati nell’Area Disabili abbiamo rilevato  la presenza di 3 ospiti positivi in RSD e 4 in CSS. Erano asintomatici o paucisintomatici, quindi difficili da riconoscere. Sono stati prontamente trasferiti in altri reparti. Mentre 3 ospiti,  precedentemente positivi, si sono negativizzati.

Dal Suor Marziana e dal Suor Barbara 1 è emersa la confortante notizia che dei 30 ospiti positivi al tampone eseguito una ventina di giorni fa, ora risultano guariti in 17. Ciò ha permesso di trasferire temporaneamente tutti gli ospiti positivi nel nucleo Suor Barbara 1, mentre nel nucleo Suor Marziana vi sono ora solo esclusivamente ospiti risultati negativi.

Allo stato attuale, dopo i trasferimenti effettuati, tutti i reparti CSS e RSD sono COVID-negativi: Don Zanichelli, Suor Ada, Bassetti 1, Bassetti2 e Don Masiero.

Anche un’area della Riabilitazione (parte destra dall’ingresso) è tornata tutta negativa, mentre l’altra (parte sinistra) accoglie pazienti ancora positivi.

In tutti i nuclei è stata fatta nuovamente disinfezione da ditta specializzata per Covid-19.

Non è stato facile trasferire gli ospiti da un nucleo all’altro in base alla loro positività o negatività. Ci sono dei risvolti affettivi e psicologici importanti che entrano in gioco. Il nucleo in cui vivono da tempo è la loro casa, la loro attuale famiglia. E’ come se avessero ricevuto un ordine di sfratto ad essi difficilmente comprensibile. Ringrazio tutti gli operatori per la pazienza e le parole di convincimento che hanno saputo usare, spiegando che al più presto, appena terminata l’emergenza, tutti torneranno a casa.  

Da aggiungere alle aree non infettate dal virus  anche l’intero padiglione Don Sterpi, con i suoi tre nuclei di RSA. Qui il contagio non è mai arrivato e tutti gli sforzi sono volti a mantenere questa situazione. Quando qualche ospite presenta sintomi di varia natura viene  prontamente effettuato un tampone di controllo che sin ora ha  dato, per tutti, risultato negativo. Siamo in attesa dell’esito di altri quattro tamponi effettuati oggi.

Al Suor Barbara 1 è stato creato un nucleo per soli ospiti positivi. Aggiungo che sono tutti in buone condizioni di salute, tranne un paio che, per patologie pregresse non riconducibili al virus, sono in ossigenoterapia a basse dosi.

 

Per quanto riguarda il Suor Barbara 2, il Montini e il Mater Dei (azzurro e arancio), giovedì scorso (30/04/2020) si è potuto effettuare a tutti il secondo tampone per verificare l’esito delle terapie. Nella prima mattinata di oggi sono giunti i risultati. Al Mater Dei su 35 ospiti analizzati, sono risultati positivi in 18, e negativi in 17. Rispetto a tre settimane fa i positivi, che erano pressoché la totalità, ora sono dimezzati.

Ancora migliore il risultato ottenuto ai due nuclei Alzheimer, Suor Barbara 2 e Montini, dove i negativi sono 26 rispetto ai  6 positivi. Anche in questo caso siamo davanti ad una netta inversione di tendenza che ci gratifica e incoraggia.

I nostri medici, come di consueto, hanno già cominciato a mettersi in contatto con le singole famiglie per comunicare personalmente gli esiti del test. Li ringrazio ancora una volta per la competenza professionale e, ancor più, per l’attaccamento che mostrano ad ospiti e familiari.

Nella giornata di domani si procederà, dopo la disinfezione degli ambienti, a creare, anche in questo settore, nuclei omogenei. Il Montini diventerà un reparto per soli ospiti negativi. Il Suor Barbara 2 sarà suddiviso in due: metà area per negativi e, con uno spazio intermedio, metà area per ospiti positivi.

Il Mater Dei azzurro sarà un nucleo COVID-19 negativo, mentre il Mater Dei arancio ospiterà le persone positive. Due degli ospiti del Mater Dei sono da giorni ricoverati in ospedale. Uno di essi dovrebbe rientrare domani.

 

Veniamo ora ai nostri operatori.

Permane la direttiva del Servizio Sanitario Regionale di sottoporre alla prova del duplice tampone (a distanza di 48 ore) esclusivamente gli operatori che rientrano dalla malattia e non quelli in servizio. La scelta viene giustificata con la carenza di tamponi e la difficoltà dei laboratori ad analizzarne un numero elevato. Ci auguriamo che l’Amministrazione Pubblica dia i segni di efficienza che tutti ci attendiamo e sia in grado di porre rimedio al più presto a questa difficoltà.

 

Per quanto riguarda più specificamente il Don Orione, dopo che l’ATS aveva lentamente iniziato a convocare gli operatori per eseguire i tamponi in sede, dal 21 Aprile  l'esecuzione dei test abbiamo  potuto farla a domicilio,  grazie a due infermieri messi a nostra disposizione dalla Protezione Civile. Una tal forma di collaborazione è stata particolarmente utile a velocizzare i tempi di rientro ed è un modello che l’ATS di Milano vorrebbe riprodurre anche in altre strutture residenziali similari. Purtroppo con oggi i due infermieri hanno terminato il loro mandato e rientreranno nelle proprie Regioni. Il nostro Direttore Sanitario cercherà di ottenere dall’ATS  la disponibilità di altri infermieri per non chiudere questa modalità operativa che si è rivelata particolarmente efficace.

Ma veniamo ai numeri.

Fino al 30 aprile erano rientrati dalla malattia solo 2 operatori.  A partire da oggi, e scaglionati per l’intera settimana, è previsto il rientro di altri 25 . Sono dati incoraggianti, perché si tradurranno in un miglior servizio agli ospiti che avranno il conforto di rivedere volti familiari e rassicuranti. In questo  periodo hanno dovuto sopportare la sofferenza degli ambienti chiusi e, soprattutto, la pena della mancanza dei parenti, degli amici e dei volontari.

Al termine della presente settimana, dopo i rientri di cui ho detto, ci mancheranno ancora 43 operatori (di cui 7 assenti per congedo parentale), il cui rientro costituirà un’altra boccata d’ossigeno.

 Anche oggi vi scrivo dal mio luogo di ”segregazione” momentanea, dove dovrò restare ancora per pochi giorni, spero. Ringrazio per le molte testimonianze di vicinanza che mi avete fatto pervenire, direttamente o indirettamente. Ma la cosa che mi sta più a cuore non è tanto la mia personale salute, quanto quella degli ospiti. E ringrazio il Signore perché a condividere questa gerarchia di valori, oltre a noi religiosi, ci sono tutti i collaboratori laici, da quelli che hanno responsabilità elevate  fino a coloro che svolgono i servizi più umili, ma pur sempre importanti. Li ringrazio tutti, perché sono essi, attraverso la loro professionalità e la loro sensibilità umana, a rendere attuali i valori che Don Orione ha voluto mettere a fondamento di questa sua Opera.

 Alcuni ospiti mi chiedevano (prima che iniziassi l’isolamento): “Ma quando vengono i parenti a trovarci? Quando possono entrare i volontari?”.  Credo siano domande che vi ponete anche voi.

Per il momento ragioni di sicurezza e di preservazione della salute degli ospiti (ma anche vostra), ci consigliano di pazientare ancora. Alla fine la gioia dell’incontro risulterà ancora più grande.

 Siamo arrivati al termine di questa comunicazione.

Aggiungo ai miei saluti anche quelli dei superiori della Congregazione: Don Tarcisio Vieira (Direttore Generale) e Don Aurelio Fusi (Direttore Provinciale). In questo periodo oscuro ci sono stati costantemente vicini con la richiesta di informazioni, l’incoraggiamento e la preghiera, così come hanno fatto tanti sacerdoti, suore e amici che ci conoscono.  Noi facciamo l’esperienza che il nostro Piccolo Cottolengo è una famiglia. Ma questa famiglia ha confini molto grandi, che vanno ben oltre il perimetro dell’Istituto e ben oltre la città di Milano.

Con tutti vogliamo sentirci “un cuor solo ed un’anima sola”, come la Sacra Scrittura si esprime riferendosi ai primi cristiani che avevano accolto la fede in Gesù.

 A presto.

 

                                                                       Don Pierangelo Ondei, Direttore 

 

 

 

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