Vi informiamo che il 27 ottobre 2019 ci sarà  l’opportunità per tutti (donatori e nuovi candidati) di compiere uno straordinario gesto di generosità: DONARE IL SANGUE  direttamente al Piccolo Cottolengo!

Ogni giorno mancano più di 100 unità di sangue da destinare ai pazienti in cura presso gli ospedali Milanesi.
Ancora ai giorni d’oggi i pazienti costretti a ricorrenti trasfusioni per sopravvivere  spesso non ricevono le unità di sangue effettivamente necessarie per riacquistare un effettivo stato di salute. 

Per superare questa costante crisi e riuscire ad ottenere delle scorte adeguate per consentire ad ogni paziente di esser trasfuso nel momento del bisogno, servirà tempo e impegno da parte di tutti i cittadini.
Non perdere l’occasione di dare il tuo contributo! Donare il sangue non è mai stato così pratico!

Punti critici dei criteri di  idoneità alla donazione:

  • avere un peso superiore ai 50 Kg
  • non aver assunto ANTIBIOTICI nelle 2 settimane precedenti alla donazione, ALTRI FARMACI nell’ultima settimana. (La pillola anticoncezionale non è considerata come un farmaco)
  • Non avere il ciclo mestruale in corso ( si può donare fino a 3 giorni prima dell’arrivo del ciclo e dopo una settimana dal termine).
  • Non aver fatto esami endoscopici, tatuaggi, piercing, fori ai lobi, o trattamenti con agopuntura negli ultimi 4 mesi.
  • Non assumere stupefacenti
  • Avere una relazione sessuale stabile (o nessuna) da almeno 4 mesi
  • Non aver effettuato viaggi in zone tropicali o malariche negli ultimi 6 mesi

LEGGI ATTENTAMENTE  tutte le info legate alla donazione a questo link https://avismi.it/chi-e-come/  per verificare la tua idoneità.

INFO SU IDONEITA’ALLA DONAZIONE
Ogni candidato dovrà contattare direttamente AVIS Milano – Uff. Servizio Donatori via mail sQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   02.70635020_Scelta 1 (9.30/18.00 lun/ven).

 PRENOTAZIONE VISITA + DONAZIONE   (specificare info e contatti aziendali per raccolta adesioni)

indicando i propri dati personali  [OBBLIGATORIO SPECIFICARE NOME, COGNOME, LUOGO E DATA DI NASCITA, CODICE FISCALE],
GIORNATA DI DONAZIONE  

  • PRESENTARSI CON CARTA D’IDENTITA’ E TESSERA SANITARIA
  • E’ necessario portare copia di esami relativi ad eventuale donazione precedente oppure di

       particolare rilevanza sanitaria_terapie/patologie riscontrate).

  • avendo fatto una COLAZIONE LEGGERA scegliendo tra:
    BEVANDE: thè / caffè / spremuta (poco zuccherati)

ALIMENTI: qualche biscotto secco/ qualche fetta biscottata / 1 frutto

  • A chi donerà potrà essere rilasciato il permesso per assenza dal lavoro (da richiedere al personale AVIS in fase di prelievo). Chi non risulterà idoneo riceverà il permesso orario per le ore dedicate alla visita medica e prelievo del sangue

 Per eventuali candidati NON ITALIANI  che siano interessati a partecipare ricordiamo che è NECESSARIA buona conoscenza della lingua italiana ed avere documenti in regola per la permanenza in Italia da mostrare al medico :   permesso di soggiorno – carta d’identità/passaporto e tessera sanitaria (essenziale)

 LOGISTICA DEL GIORNO  i passaggi legati all’attività di donazione (circa 50 minuti complessivi):

  1. Compilazione della modulistica - 10 min
  2. Colloquio con il medico AVIS - 15 min
  3. Prelievo ematico esclusivamente sull’Autoemoteca per esami di idoneità o esami e donazione - 10/15min
    NB:
    gli esami relativi alla virologia (epatite HIV ecc.) vengono effettuati ad ogni donazione e l’unità di sangue non viene trasfusa fino al risultato dei controlli effettuati.
  4. Ristoro – piccola colazione offerta – 10 min o +

Gli esiti dei prelievi verranno consegnati a mezzo posta convenzionale direttamente presso l’indirizzo indicato sulla modulistica compilata il giorno dell’attività, a distanza di circa 2 mesi (salvo urgenze!)

 

 

 

Mercoledì 2 ottobre, nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha avuto inizio l’VIII Convegno Apostolico dell’Opera Don Orione in Italia con una giornata dedicata alla spiritualità nella Qualità di Vita.
Ad introdurre i lavori è stato Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, che ha delineato il rapporto tra fede e fragilità: l’uomo da sempre si domanda il perché della malattia, della sofferenza, della morte. La fede non spiega il perché, non dà una spiegazione, ma nell’incontro con un Dio che ci ha amati fino alla Croce ci dice che non siamo soli, che anche nella sofferenza possiamo amare e essere liberi.

 


Il filo rosso di questo incontro con Gesù, il Dio che si è fatto vicino, ha legato tutti gli interventi del mattino. Don Alberto Curioni, Direttore dell’ufficio di Pastorale della salute della Diocesi di Lodi, ha ricordato che la fragilità è comune a chi aiuta e a chi viene aiutato, perché ciascuno si porta dietro ferite, dolori, vuoti che aspettano di essere condivisi piuttosto che riempiti, di domande di senso che cercano una risposta. E proprio la ricerca del senso è per Padre Ramon Lucas Lucas, professore alla Pontifica Università Gregoriana di Roma, ciò che rende inquieto l’animo umano, interpellato in questa ricerca proprio dalla sofferenza.

Nella letteratura scientifica sono numerose le ricerche che trattano la Qualità di Vita nella disabilità come capacità di autodeterminazione, di partecipazione sociale, di autonomia fisica e psichica, ma ancora troppo pochi sono i modelli che includono la dimensione della spiritualità tra le aree della Qualità di Vita delle persone fragili, come hanno affermato il dott. Marco Bertelli, psichiatra, e la dott.ssa Elisa Rondini, antropologa e ricercatrice.

 


Nel pomeriggio diversi testimoni hanno presentato ai convegnisti la loro personale esperienza di vicinanza alle persone fragili. Don Diego Pancaldo, Diocesi di Pistoia, ha raccontato la sua quarantennale storia di accompagnamento spirituale dei disabili nei centri della Fondazione Maria Assunta in Cielo: la Fondazione nasce dall’intuizione di un sacerdote, Don Renato Gargini, che negli anni in cui il disabile è segregato in casa, organizza delle attività che invece lo rendano protagonista della sua vita, della città e anche della vita della comunità parrocchiale.
Don Vincent Nagle, sacerdote della Fraternità Sacerdotale San Carlo Borromeo, ha narrato il suo lavoro di prete tra i malati: difficile stare accanto a chi soffre o sta morendo se pensiamo di dover dare risposte, di dover risolvere il suo problema. La sofferenza non chiede soluzioni, chiede compagnia, desidera qualcuno che dia voce a quella preghiera strozzata dal dolore che non trova parole.
Il Dott. Stefano Lassi, psichiatra, ha illustrato il grande cambiamento che la comunità medica internazionale sta vivendo nell’accogliere la dimensione spirituale della persona come elemento di promozione e tutela della salute.
Infine, la Dott.ssa Bianca Maria Fraccaro, medico di medicina generale e palliativista, ha presentato il quadro attuale della medicina palliativa: non si tratta solo degli interventi del fine vita o della terapia del dolore, ma di un cammino che il medico compie insieme alla persona malata ed alla sua famiglia, per trovare una via per passare attraverso il dolore. Medicina palliativa significa riscoprire che il tempo della relazione è tempo di cura.


Ascoltare, tacere, accompagnare, dedicare tempo, stare accanto, amare: da queste azioni, da questi gesti, anche attraverso un silenzio imbarazzato, possiamo annunciare che Dio è amore, è vicino a chi soffre e cammina con lui.
 

 

 

L’Opera Don Orione ha il piacere di invitarLa al convegno di studi
 
“La spiritualità nella Qualità di Vita:
il dominio mancante”

Mercoledì 2 Ottobre 2019
presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.

La giornata intende dare un ampio contributo alla costruzione di interventi per la Qualità di Vita delle persone fragili, capaci di abbracciare l'intera vita della persona, dalla spiritualità al lavoro, dalle relazioni all’autodeterminazione.

Aprirà la giornata la relazione di S. E. Rev.ma Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.
 
La partecipazione al convegno è gratuita,
quale occasione feconda di fraternità di pensieri e di pratiche
per tutti i professionisti e volontari che quotidianamente operano
nell’ambito del servizio alla vita fragile.

 

 

 

 

Grazie agli amici dell’Oftal Milano, anche quest’anno un gruppo di ospiti del Piccolo Cottolengo Milanese ha avuto la possibilità di prendere parte al Pellegrinaggio a Lourdes.
Il lungo viaggio verso la Grotta di Massabielle ha avuto inizio mercoledì 11 settembre dalla stazione di Milano San Cristoforo.
Tutti gli ospiti, sia coloro che considerano Lourdes un appuntamento fisso, sia chi lo ha vissuto per la prima volta, si sono mostrati carichi di entusiasmo.
La spiritualità che si respira è straordinaria: la processione “aux flambeaux”, il passaggio alla Grotta e il bagno nella piscina costituiscono dei significativi momenti di fede, sempre vissuti in unità ed amicizia.
A Lourdes, infatti, “la semplicità della preghiera diventa desiderio di comunione fraterna”, tutte le diversità vengono messe da parte e ci si ritrova insieme, uniti, a chiedere a Maria la forza di continuare, ringraziando per il dono della vita.
Ogni pellegrinaggio è occasione per incontrare nuove persone, dame e barellieri pronti a mettersi in gioco, ma anche grandi amici già conosciuti: l’anno scorso i nostri ospiti hanno potuto pregare con L’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini e quest’anno hanno avuto il piacere di incontrare Mons. Ermino De Scalzi, Vescovo Ausiliare.
Un sentito grazie va agli operatori, alle suore e ai volontari che hanno offerto il loro servizio di accompagnamento.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Comunità di Milano saluta e ringrazia il Chierico Giuseppe Maltese che, dopo due anni di premuroso servizio, continuerà il suo percorso formativo verso il Sacerdozio presso l’Istituto Teologico di Roma.
Giuseppe ha svolto un servizio di tipo caritativo, sia presso la Parrocchia di San Benedetto che nei nuclei del Piccolo Cottolengo.
Ha collaborato a livello operativo nell’attività della Caritas, del Centro di Ascolto e della Mensa dei Poveri.

 

 

 

 

 

 

Ha prestato costante servizio nell’ambito liturgico, in Parrocchia come punto di riferimento per i ministranti affiancando i due cerimonieri Federico e Marco e al Piccolo Cottolengo offrendo il proprio contributo nell’animazione della Santa Messa.
Ha poi accompagnato gli ospiti nelle attività di ogni giorno, anche dal punto di vista spirituale, dimostrando loro grande vicinanza e amicizia.
Il suo percorso continua con il ciclo triennale degli studi teologici di base, che ogni candidato al Sacerdozio deve affrontare in aggiunta agli studi filosofici precedentemente svolti.

 

 

 

 

 

 

Tutta la Comunità accompagna Giuseppe con la preghiera affinché possa continuare la sua strada secondo la volontà di Don Orione, il quale amava ricordare che la cosa più importante per un sacerdote orionino è “amare sempre e dare la vita cantando l’amore. Raccogliere miserie e debolezze, e porle sull’altare, affinché in Gesù diventino forza di Dio e grandezza di Dio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Martedì 27 agosto il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha fatto visita ai nuclei per persone disabili del Piccolo Cottolengo Milanese di Don Orione.
Ad accogliere il primo cittadino c’era tutta la famiglia orionina: ospiti, parenti, operatori e volontari.
Le parole di Don Pierangelo Ondei, Direttore dell’Istituto, hanno raccontato come, in armonia e in continuità con lo spirito del fondatore San Luigi Orione, l’Istituto vuole essere un luogo di vita prima ancora che di cura.
Il Piccolo Cottolengo, infatti, non è una semplice azienda socio-assistenziale, bensì un’opera di carità che permette di vivere a chiunque sia nel bisogno, un’autentica esperienza di amore.
Il Sindaco ha toccato con mano la realtà di una grande famiglia che, grazie alla sua profonda fede nella Divina Provvidenza, vive ogni giorno in armoniosa allegria nonostante
i limiti e le difficoltà.
Durante la visita, proseguita in forma privata, il Dott.  Sala ha osservato come la disabilità, in tutte le sue forme, si manifesta oggi.
Alcuni nuclei, nati in origine per assistere persone con disabilità congenita, accolgono attualmente un numero sempre maggiore di ospiti con disabilità acquisite.
Il loro accompagnamento comporta un impegno molto particolare: si tratta infatti di affrontare e condividere le problematiche profonde di chi ha visto la sua vita trasformarsi radicalmente.
Organizzata con il preciso scopo di andare incontro alle esigenze del singolo, l’assistenza al Piccolo Cottolengo Milanese si sforza di garantire il più alto livello di qualità di vita di ognuno. In questo senso è fondamentale l’azione degli educatori, attraverso percorsi che possono contribuire al benessere psicologico e fisico e a mantenere le capacità relazionali degli Ospiti.
Gli ospiti che hanno potuto incontrare personalmente il Sindaco hanno dimostrato tutto il loro affetto, alcuni con un semplice sorriso, altri offrendo piccole creazioni realizzate durante le attività di laboratorio.
Nelle parole del Sindaco, tutta la stima per l’opera: “Fare i fenomeni per un giorno è facile; riproporsi giorno dopo giorno è un mestiere difficile. Grazie per quello che fate per Milano”.
Sono seguiti in chiusura i saluti finali e la raccomandazione da parte di Don Pierangelo Ondei di continuare a occuparsi dei più fragili.

 

 

 

 

 

 

 

 

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