Cari amici,
     è superfluo sottolineare il momento di gravissima difficoltà  che attraversa il nostro paese a causa del diffondersi del COVID 19. Molti altri paesi ne sono colpiti anche se in forma, per ora, meno pesante. La parola pandemia ci fa paura, e a ragione!
Sappiamo che la Lombardia è la regione più gravemente colpita. Così come siamo informati  che le istituzioni come la nostra, dove vivono i soggetti più deboli a causa dell’anzianità o per qualche forma di disabilità, sono maggiormente esposte ad esiti dolorosi in caso di infezioni da coronavirus.
Ascoltiamo con grande sofferenza le notizie che ci giungono circa i numerosi decessi in case di riposo del territorio lombardo. Ci rattrista profondamente pensare a questi anziani e ai loro familiari che non hanno nemmeno potuto offrire il loro conforto nel momento supremo del distacco da questo mondo.
Sono certo che anche voi che mi leggete, provate i medesimi sentimenti di compassione e partecipazione emotiva, oltre che di timore, pensando che una tale infausta evenienza possa toccare anche a voi.
Credo che vi interroghiate su com’è la situazione al Piccolo Cottolengo.
Provo a darvi alcune informazioni essenziali.
Fin dall’inizio del manifestarsi del problema ci siamo scrupolosamente attenuti a tutte le ordinanze e ai consigli che provenivano dalle autorità competenti, nazionali e regionali. Dapprima meno rigide e, successivamente, sempre più stringenti. Abbiamo applicato minuziosamente le direttive: sanitarie, igieniche, comportamentali al fine di evitare un possibile contagio in istituto.
Una delle decisioni più dolorose è stata proprio quella di isolare l’istituto vietando l’ingresso persino ai parenti.
Penso che quanto abbiamo messo in atto qui al “Don Orione” sia stato fatto anche nelle altre case di riposo e nelle comunità per persone disabili. Come sappiamo però non ovunque le misure preventive hanno ottenuto il risultato sperato.
Fino ad oggi qui al Piccolo Cottolengo non abbiamo la percezione che vi siano casi di COVID 19, né tra gli ospiti né tra il personale. Ma voglio ripeterlo: non si tratta di una certezza bensì di una percezione, … oltre che di una speranza!
Una dozzina di ospiti, su 306, presentano esclusivamente sintomi febbrili, ma non sono quelli tipici del coronavirus, come l’insufficienza respiratoria.  E’ chiaro che i parenti di queste persone sono costantemente informati  sulla situazione del loro caro. Per questi ospiti è stato messo in atto l’isolamento e sono state prese misure igienico-sanitarie adeguate. Avendo avuto risposta negativa sulla possibilità di poter procedere ad un tampone, il direttore sanitario, Dottor Marvasi, ha predisposto un iter diagnostico  con esami di laboratorio ed RX del torace  da effettuare qui, a domicilio.
Tra le difficoltà che stiamo vivendo vi è quella di qualche assenza tra le file del personale. Questo  è dovuto  al fatto che non può prendere servizio chi presenta anche poche linee di febbre o ha avuto contatti recenti con persone sospette di coronavirus.
Un’altra grave difficoltà a cui dobbiamo fare fronte è la scarsità dei presidi di sicurezza individuale per gli operatori (mascherine chirurgiche, occhiali, guanti monouso, visiere, ecc.). Le nostre tempestive e reiterate richieste rivolte alla Protezione Civile e all’ATS non sono state soddisfatte. Evidentemente il paese, e il pur virtuoso sistema sanitario lombardo, non erano per nulla preparati ad un’emergenza di questo genere. Speriamo che le promesse di ricevere presto i presidi necessari trovino conferma a breve.
A questo punto voglio ringraziare proprio loro, gli operatori del Piccolo Cottolengo che, pur in condizioni così difficili e persistenti nel tempo, continuano a prestare il loro servizio con professionalità ed abnegazione, svolgendo turni più lunghi e perciò più stressanti. Penso che la crisi che stiamo vivendo abbia come risvolto positivo l’emergere in tante persone della loro parte migliore, che è fatta di generosità, altruismo e spirito di sacrificio. Grazie per tutto questo!
A voi familiari dico che comprendo la vostra sofferenza nel non poter essere vicini ai vostri cari, specialmente in un periodo così delicato, nel quale avrebbero maggior bisogno della vostra presenza. Afflizione reciproca, che provano anche loro nel non godere delle vostre consuete visite, non poter vedere i vostri volti, ascoltare le vostre parole. Per mitigare il senso di solitudine e di isolamento, i nostri operatori si sono resi disponibili a promuovere contatti telefonici e videochiamate tra gli ospiti e voi parenti. Su questa disponibilità potrete ancora contare.
Riassumendo: la situazione per il momento al Piccolo Cottolengo è difficile per i motivi che vi ho esposto, ma non grave. Spero che continui così anche per il futuro.
Se abbiamo avuto l’avvedutezza di applicare tutte e subito le disposizioni che ci venivano dalle ordinanze governative e regionali il merito va ai miei più stretti collaboratori che costituiscono l’ Equipe di Direzione. La loro professionalità non sarebbe bastata. Ci voleva qualcosa di più, come l’attaccamento al nostro istituto, che, tradotto in altre parole, significa l’attaccamento  agli ospiti che ci sono affidati.
Io, con gli altri sacerdoti e le suore, in ragione della nostra fede, preghiamo in maniera particolare per poter superare questo periodo oscuro. A questa preghiera si unisce anche quella dei nostri ospiti e di molti operatori che condividono la nostra fiducia nella Provvidenza di Dio. Per resistere alla pandemia ci vorrà tutto l’impegno di noi uomini, non possiamo aspettare un miracolo dall’alto. Ma il miracolo a cui stiamo già assistendo è quello del moltiplicarsi della generosità, della pazienza, dello spirito di sacrificio. Don Orione, che era devotissimo della Divina Provvidenza, aveva chiara la coscienza che Essa agiva facendo uso del suo cuore grande e delle sue mani instancabili.
E’ quello che ancora oggi chiediamo al Signore quando preghiamo.
A tutti voi un cordiale saluto e l’augurio di poterci incontrare al più presto.                                                           

                                                                                                                                                 Don Pierangelo Ondei
                                                                                                                                                         Direttore

 

In questo periodo anche le celebrazioni religiose e i momenti di preghiera proposti al Piccolo Cottolengo sono sospesi. 
Tuttavia, i mezzi per riunirsi spiritualmente e per ricordare i nostri cari non mancano, anche grazie alle proposte della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) che ci aiutano a "fare rete" e "non lasciarci mai soli".

Condividiamo il pensiero di Suor Veronica Donatello, Responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale delle Persone con disabilità:

Carissimi amici,
vi scrivo in questo tempo di prova e di difficoltà per la tutti. La Chiesa Italiana vuole dare segni di speranza e di costruzione del futuro.
Sappiamo le difficoltà che vivono le stesse persone con disabilità e le loro famiglie venendo a mancare vari servizi e supporti. A partire dal presente più che soffiare sulla paura, più che attardarci sui distinguo, più che puntare i riflettori sulle limitazioni e sui divieti del Decreto, la Chiesa tutta sente una responsabilità enorme di prossimità al Paese.
Due parole mi tornano nel cuore pregando “prossimità e accompagnamento” per combattere il germe della solitudine e della paura.

Per questo la CEI ha pensato dei segni di speranza. 

  1. È da oggi on linehttps://chiciseparera.chiesacattolica.it, ambiente digitale che raccoglie e rilancia le buone prassi messe in atto dalle nostre diocesi realtà ecclesiali offre contributi di riflessione e approfondimento, condivide notizie e materiale pastorale.
  2. Inoltre promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa. TV2000 (canale 28) offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta.
  3. Su Tv2000 (canale 28) da sabato 14 marzo alle 19.00 Messa prefestiva in Lingua dei Segni (LIS) in diretta con il Card. De Donatis dal Santuario del Divino Amore.

Raccomandandovi la massima prudenza, vi chiedo di mettere in atto “gesti di creatività e prossimità” mediante questi strumenti. Per ogni necessità non esitate a contattarmi via mail. Aspetto le vostre condivisioni!
Nell’attesa che tutti presto ci si possa riabbracciare, uniti nella preghiera e prossimi.

Suor Veronica Donatello

 

 

 

Si comunica che, a seguito delle restrizioni attuate per far fronte all'emergenza sanitaria in corso, anche l'apertura al pubblico del Servizio Sociale
del Piccolo Cottolengo Don Orione subirà delle modifiche.

Per le il mese di marzo, PER LA PRESENTAZIONE DI DOMANE DI INGRESSO o PER QUALSIASI INFORMAZIONE RELATIVA ALL'INSERIMENTO DEGLI OSPITI IN STRUTTURA
sarà infatti possibile contattare le Assistenti Sociali SOLO TELEFONICAMENTE o VIA E-MAIL   nei seguenti giorni:

17 MARZO

20 MARZO

24 MARZO

27 MARZO

Il servizio sarà garantito dalle ore 9:00 alle ore 13.00 e dalle ore 14:00 alle ore 17:00

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
02.4294406

 

 

 

 

 

In riferimento alle normative restrittive contenute contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entrato in vigore l'8 marzo 2020, si comunica che, anche l'evento "Viviancora", Convegno sulla disabilità acquisita in programma per il prossimo 3 aprile è sospeso e rimandato a data da destinarsi.

 

 

 

 


Per disposizioni dell’ Autorità Ministeriale
( DPCM del 4  Marzo 2020 )

A  TUTELA DEI NOSTRI OSPITI

L’ accesso in Istituto  è  VIETATO  a :


PARENTI
VOLONTARI
BADANTI
VISITATORI


ad eccezione di “soli casi” autorizzati dalla Direzione Sanitaria

Milano 5 Marzo 2020


La Direzione
 

 

PER TUTTI GLI ACCESSI IN STRUTTURA (OPERATORI- FAMILIARI- VOLONTARI- BADANTI -  LAVORATORI DI DITTE ESTERNE):
•    Accesso unico dalla reception
•    Lavaggio delle mani con il gel
•    Rilevazione della temperatura corporea
•    Allontanamento in caso di febbre o di sintomi influenzali
•    Dichiarazione del luogo di provenienza o se si è stati nei Comuni in quarantena dal 1 febbraio 2020
•    Utilizzo della mascherina non è utile come prevenzione, potrebbe creare inutili allarmismi.
•    Corsi di formazione sospesi fino  a nuova indicazione.


OSPITI
•    Sospesa la celebrazione della messa.
•    Sospese le uscite in luoghi affollati (ristoranti, bar esterni, centri commerciali, mercato, mostre, spettacoli, cinema e attività sportive).
•    Sospese le feste di nucleo che prevedono molte persone presenti nello stesso luogo e nello stesso momento.
•    Possibile recarsi al bar interno, se non affollato, con l’indicazione di consumare in tempi brevi e andare.
•    Possibile uscire in luoghi aperti (giardino, parco, quartiere evitando di entrare nei negozi).


FAMILIARI
•    Accesso consentito ad un solo parente per ciascun ospite.
•     Non soggiornare per lungo tempo e in più persone in luoghi chiusi.
•    Non creare gruppi di più persone nei nuclei, eventualmente, portare l’ospite a fare una passeggiata in giardino o in corridoio o in giardino senza sostare insieme
ad altra gente.


VOLONTARI
•    Evitare di soggiornare per lungo tempo e in più persone in luoghi chiusi.
•    Non creare gruppi di più persone nei nuclei, eventualmente, portare l’ospite a fare una passeggiata in giardino o in corridoio senza sostare insieme ad altra gente.
La Direzione

 

 

 

Top

Sito realizzato da AM TEK SRL